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Un abuso del passato ritorna alla luce scuotendo il conformismo di una città di provincia

Quali sono gli ingredienti di un thriller? Uno o più delitti? La ricerca di un colpevole? Un’innocente da scagionare? La fuga da un assassino?

Troppo semplice: quello che rende affascinante un thriller è la suspence, l’attesa di qualcosa che, più è prolungata più diventa eccitante.

“Lettera a un archivista Fedifrago” è tutto una lunga attesa.

Il risultato è un romanzo che si impossessa del lettore fin dalle prime righe e che inchioda alla lettura.

Un autentico psyco-thriller tutto giocato nella mente del protagonista, storia di una ossessione, di un amore, di una società immobile, di antichi intrighi, di moderne speculazioni e di eterne trasgressioni.

Marco Corsi ha scoperto qualcosa in cui nessuno pare avere interesse ma che, quando le sue indagini si fanno più insistenti, scuote gli equilibri di una società immobile dove gli interessi privati si sono intrecciati così tanto da essere inestricabili e dove la caduta di uno minaccia di far crollare tutti.

C’è una costante, e futile, ricerca della verità in questo romanzo. Intorno al fatto centrale, inoppugnabile, si scatena una ridda di supposizioni che si sovrappongono, si completano, si contraddicono e si snaturano a vicenda.



Marrone Andrea: LETTERA A UN ARCHIVISTA FEDIFRAGO, Giovane Holden, pag. 220, €. 15,00 ISBN: 9788863960167





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